recensioni

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Piano escape ... Potendo scegliere si dovrebbe respirarlo come una brezza al tramonto, scivolando tra i momenti delle dita e allungandosi il più possibile dentro tutte le corde, che risuonano uno spettro timbrico infinito. Lasciandosi trasportare si può addirittura godere dei titoli delle singole tracce, dai quali traspare una cura all’estetica, che confluisce nell’equilibrio generale dell’album e corrobora l’idea di una progettualità minuziosa, un’attenzione certosina ai dettagli e alle sfumature che compongono l’insieme.Tra i brani più preziosi va senza dubbio segnalato “Aiku” (“like the wind through bamboo”), sopratutto perché racchiude alcuni elementi estemporanei stretti in poco più di un minuto. Un minuto che sintetizza la massima ampiezza della narrativa della Pesti.


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... Un pensiero e un percorso, quello di Terra Celeste, animato che cerca uno spazio e un luogo dove poter esistere. Il dialogo a due è reso vivace dai timbri etnici dei flauti, e dall’incastro di questi con la propensione verso i lidi contemporanei descritti dalla Presti. Il repertorio – tutti brani originali – rivela gusto e sensibilità, peccato per alcuni passaggi che ammiccano un po’ troppo alla new age. Un esordio promettente del duo che cerca di unire il jazz alla world e alla contemporanea.


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